Il 13 giugno del 2010, il Varese di Beppe Sannino conquistava la Serie B, battendo 2-0 la Cremonese nella finale di ritorno dei playoff, in una giornata perfetta che vogliamo ricordare oggi, 13 giugno 2018, giorno in cui incomincia l’avventura di BiancoRossiNews.

DON SANNINO ALL’ORATORIO

«Non pensate. Ricordate. Fantasticate. Visualizzate ogni singola giocata. Ogni voce che urla il vostro nome. Ogni sorriso che comparirà sul volto dei bimbi. Noi non andremo alla deriva perché siamo uomini e loro semplici calciatori». Parte con queste parole di Giuseppe Sannino, conservate su un prezioso foglietto e pronunciate alla squadra dall’allenatore con tono ricco di pathos, la finale di ritorno dei playoff con la Cremonese. Preparata, prima di tutto, nello spogliatoio: la roccaforte in cui il Varese ha allestito l’assalto alla B. Categoria che, dopo un quarto di secolo, è, ora ad un passo. Per ottenere lo storico traguardo, così lungamente atteso e che nell’anno del centenario assumerebbe ancora maggior valore, bisogna battere la Cremonese, vittoriosa nel match di andata. Sannino lo sa bene ma non se ne preoccupa: «È tutto scritto» si limita a tuonare sbrigativamente il tecnico, senza soffermarsi a circostanziare ulteriormente la perentoria affermazione. I biancorossi si guardano negli occhi consapevoli che qualcosa – ma non si sa ancora che cosa – sia scritto nel loro immediato destino.
Per conoscere quello che si trova dietro l’angolo basta pazientare fino al 13 giugno. La domenica decisiva, in cui tutto si compirà, si apre con un nuovo singolare discorsetto del mister che desidera annullare ogni tipo di pressione per la squadra, raccolta nello spogliatoio, diventato, per l’occasione, uno stanzone parrocchiale. «Sono don Nino» esclama a sorpresa Sannino che si rivolge, successivamente, ad un giocatore della panchina, dicendo: «Tu non hai servito messa e, dunque, non potrai essere titolare». Nessuno crede ai propri occhi e il gruppo sorride divertito. L’allenatore passa poi questo emozionante invito ai suoi ragazzi: «Oggi dovete percepire la stessa atmosfera che c’è all’oratorio. Giocate come se foste su un campetto parrocchiale. Liberi mentalmente e totalmente privi di condizionamenti. In palio c’è la B? Non pensateci e siate il più possibile spensierati».

L’ARENA DEL FRANCO OSSOLA

Sì ma sugli spalti non c’è esattamente un clima da oratorio, visto che il Franco Ossola sta per gremirsi in ogni ordine di posto. Sannino lo sa bene e offre a tutti un’immagine di grande impatto: ad un’ora dal fischio d’inizio, il condottiero del Varese, già presente sul tappeto verde, perlustra lo stadio, avviandosi subito verso la curva riservata ai mille sostenitori grigiorossi arrivati da Cremona. I fischi fragorosi del pubblico ospite non spaventano l’allenatore che rimane imperturbabile e si emoziona soltanto dopo aver cambiato direzione, incamminandosi, in senso opposto e con la mano sul cuore, a salutare i seimila cuori biancorossi che lo applaudono a più non posso. Sono proprio i tifosi di casa l’uomo in più del Varese, obbligato a rinunciare agli squalificati Armenise, Ebagua e Momenté e all’infortunato Gentili. Il gruppo è ridotto all’osso e Sannino fa i salti mortali per allestire la linea difensiva. A destra c’è il solito Pisano ma il centro del reparto deve essere ridisegnato con Preite e Dos Santos, che non stanno neppure bene, mentre Camisa viene dirottato sulla fascia sinistra. Le assenze non fanno, comunque, paura perché ci sono i seimila di Masnago a trascinare, con tutto il fiato che hanno in corpo, la truppa di Sannino, costretta a ribaltare lo 0-1 dell’andata.

B COME BUZZEGOLI

Ed è così che il Varese spinge sull’acceleratore dal primo minuto, procurandosi infinite occasioni ed una interminabile collezione di calci d’angolo. Ma il pallone, pazzo e dispettoso, non sembra volerne sapere di finire nella rete della Cremonese. Una simile situazione farebbe saltare i nervi a chiunque. Non, tuttavia, agli instancabili minatori di Beppe Sannino che continuano a crederci. Fino in fondo e fino alla fine. E nonostante la frustrante sensazione di avere di fronte una porta di cemento armato grigiorosso. Ma l’uomo promozione per eccellenza – Daniele «Buba» Buzzegoli, al suo quinto salto di categoria – non esita a prendere in mano la situazione. Il numero cinque, che ama rilassarsi giocando a golf, assesta, infatti, un potente e strabiliante drive che vola direttamente, e finalmente, in buca. Il destro del regista, scagliato a rete con sicurezza, da oltre venti metri, si infila proprio fra il palo e il portiere della Cremonese Paoloni, proteso per tentare, disperatamente ma invano, di fermare la palla. Tutto viene rimesso in discussione e quando mancano soltanto undici minuti al novantesimo non sono più i grigiorossi ad avere in tasca la promozione. Si profila l’eventualità dei supplementari, al termine dei quali, se nessuno andrà più a segno, sarà il Varese, che vanta il miglior piazzamento in classifica, a conquistare la B. La Cremonese, che fino a quel momento, aveva badato unicamente a difendere il gol messo a segno al Giovanni Zini, incomincia a tremare.

«È TUTTO SCRITTO»

Il finale è incandescente e Sannino viene espulso per la troppa concitazione. Ma le redini della squadra rimangono nelle mani sicure di Stefano Bettinelli, vice allenatore che sa portare anche fortuna: c’era sempre lui in panchina, a sostituire lo squalificato Sannino, il 17 maggio del 2009, nella sfida con il Montichiari che aveva aperto al Varese le porte della Prima divisione. Ora, i biancorossi sono sulla soglia della serie B ma per entrare nella categoria tanto desiderata non vogliono attendere oltre il tempo dovuto. Così, proprio mentre il quarto uomo sta mostrando alla platea i minuti di recupero (quattro), Zecchin torna nella metà campo varesina per sradicare un pallone dai piedi di Villar: l’ala, poco dietro la linea mediana, fa, quindi, partire un sinistro telecomandato per Carrozza che si fionda verso Paoloni cercando, e trovando, il contatto con il portiere ospite. L’arbitro Palazzino di Ciampino non ha dubbi e concede il calcio di rigore, fra le accese proteste dei grigiorossi. L’incaricato al tiro più importante degli ultimi venticinque anni è Buzzegoli che si presenta sul dischetto con il putter per coronare la partita della vita con la buca decisiva. La responsabilità è enorme ma a «Buba» basta poco per capire che il suo destro finirà in fondo al sacco. Dopo aver guardato negli occhi il compagno e amico per la pelle Carrozza, che si è procurato il penalty, il faro del gioco biancorosso ripensa alle parole di Sannino che aveva detto: «È tutto scritto». Questa frase trasmette ulteriore fiducia al capitano che calcia senza timori ed ecco che il 2-0 viene scritto mentre Buzzegoli fugge, pazzo di gioia, verso gli ultrà biancorossi. È serie B. E anche il cielo si commuove per la storica promozione, benedetta da una pioggia sottile, purificatrice e piacevolissima. Il profumo dell’erba bagnata del Franco Ossola si appiccica ai cuori del popolo biancorosso, stretto sul campo nel più forte abbraccio indimenticabile con i propri beniamini, pronti a sfoggiare una maglia celebrativa su cui si legge: «A volte i sogni si avverano».

«IL NOME SULLA MAGLIA»

Il sogno si è, dunque, avverato dopo un’estenuante lotta con la Cremonese, nuovamente beffata al Franco Ossola, dove, nel giugno del 1983, un pareggio (1-1) con il Varese le aveva precluso la possibilità di approdare, direttamente e per la prima volta, in serie A, costringendo i grigiorossi agli spareggi vinti, poi, dal Catania. «Mi dispiace per i nostri avversari che avranno modo di rifarsi presto. Ma questa rappresentava per noi l’occasione della vita», dice il direttore sportivo Sean Sogliano che aggiunge: «La B ripaga i sei anni trascorsi con l’unico obiettivo di riportare in alto il Varese. Dai tempi dell’Eccellenza ad oggi sono un’altra persona». Anche Giuseppe Sannino non è più lo stesso delle tre promozioni consecutive in Prima divisione ottenute con Lecco, Pergocrema e Varese. L’allenatore saluta la B ringraziando i propri giocatori: «Dopo essere stati minatori infaticabili, i miei ragazzi possono, finalmente, avere il loro nome scritto sulla maglia. Un traguardo che si sono strameritati al termine di una finale da incorniciare contro una Cremonese infaticabile. Il nostro primo tempo è stato da cineteca per le tante occasioni che abbiamo costruito. Ma il gol non arrivava e c’era il rischio di crollare psicologicamente. Noi, al contrario, non abbiamo mollato, ricordandoci di essere stati in miniera. Solo così abbiamo avuto la forza per vincere. Ora voglio continuare l’avventura in biancorosso e rimanere a Varese». Sannino abbraccia forte Sogliano, insieme al patron Rosati e all’amministratore delegato Montemurro, tutti e quattro accomunati da una «V» tatuata sul polso che sarà presto accompagnata da una nuova scritta incisa sulla pelle di ciascuno di loro: «13 giugno 2010». La data indimenticabile di un giorno perfetto.

IL TABELLINO

Domenica 13 giugno 2010, ore 16
Stadio Franco Ossola – Varese
VARESE-CREMONESE 2-0
MARCATORI Buzzegoli al 34’ s.t. e su rigore al 46’ s.t.
VARESE (4-4-2) Moreau; Pisano, Dos Santos, Preite (dal 28’ s.t. Gambadori), Camisa (dal 21’ s.t. Osuji); Zecchin, Buzzegoli Corti, Carrozza; Neto Pereira, Tripoli (dal 5’ s.t. Del Sante). (Murriero, Grillo, Aloe, Gianola). All. Sannino.
CREMONESE (4-3-2-1) Paoloni; A. Bianchi, Viali, Cremonesi, Malacarne; Fietta, Zanchetta (dall’11’ s.t. Carotti), Tacchinardi; Guidetti (dal 29’ s.t. Villar), Nizzetto; Musetti. (G. Bianchi, Sales, Pradolin, Coda, Varricchio). All. Venturato.
ARBITRO Palazzino di Ciampino.
NOTE 6.999 paganti, incasso di 110.061 euro. Espulso il tecnico Sannino al 44’ s.t.; ammoniti Preite, Tacchinardi, A. Bianchi e Camisa. Angoli 14-2.
Recuperi: p.t. 2′, s.t. 4′.