Ecco Domenicali e Ballotta. Stadio, convenzione ok

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Da sinistra: il preparatore atletico Ciro Importa, il direttore tecnico Marco Ballotta, l’azionista di riferimento del Varese Claudio Benecchi e il nuovo tecnico Manuele Domenicali

Pagati i 30 mila euro al Comune, per un debito della vecchia dirigenza relativo a Varesello, il nuovo Varese di Claudio Benecchi ha incontrato l’amministrazione per firmare la convenzione relativa allo stadio Franco Ossola e alle 9 di sabato 7 luglio andrà in scena, a Palazzo Estense, una conferenza stampa che chiarirà i dettagli dell’accordo e a cui parteciperà il sindaco Davide Galimberti.
Benecchi ha presentato i primi acquisti di spessore per la prossima stagione: Manuele Domenicali, che a 61 anni è pronto a tornare in panchina, dopo qualche campionato trascorso lontano dal calcio che conta, e Marco Ballotta, l’ex portiere di Modena, Parma, Lazio e Inter appena nominato direttore tecnico del Varese.
Infine, nel ruolo di preparatore atletico è stato scelto Ciro Improta, a cui la vecchia dirigenza aveva dato il benservito a inizio dicembre, dopo le dimissioni di Salvatore Iacolino e la promozione in prima squadra di Paolo Tresoldi, tecnico della Juniores. Improta era arrivato in biancorosso nel primo campionato di C2 (1986-1987) e aveva collaborato con Peo Maroso a cui era subentrato successivamente Edoardo Reja, mentre nella stagione successiva (quella del primo fallimento: 1987-1988) aveva conquistato la storica salvezza con i biancorossi guidati da Carlo Soldo. Poi, nell’estate 2015, il rientro a Varese insieme a Giuliano Melosi.
Intanto Neto Pereira è stato ingaggiato dal Milano City di Stefano Amirante, bravo nel compiere una mossa che sarebbe stata ideale soprattutto per il Varese e per il suo rilancio. Se è vero che il brasiliano compirà all’inizio dell’anno prossimo 40 anni, ed è dunque ormai a fine carriera, è anche vero che l’ex capitano biancorosso sa essere leader dello spogliatoio e ha in sé quella gioia di giocare a pallone propria dei ragazzini e con cui tutto diventa più facile. Interpreta l’anima migliore di quello che in portoghese si chiama «futebol bailado»: un calcio frizzante e spensierato, allegro quasi come una danza. Spirito questo che avrebbe fatto molto comodo a una squadra come il Varese, in cerca di resurrezione non solo agonistica.