I quarantanni di Neto Pereira, eterna bandiera biancorossa

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«Neto Pereira non è un calciatore: lui è il calcio». Ogni tifoso biancorosso avrebbe potuto pronunciare questa inequivocabile sentenza ma la frase appartiene invece a Stefano Bettinelli, ex tecnico del Varese che conosce bene il giocatore brasiliano, appena arrivato al traguardo dei quarant’anni. Neto oggi gioca nel Milano City di Antonio Rosati ma lui è e sarà sempre una bandiera del Varese, squadra dove è approdato nel febbraio del 2010, per trascinare il calcio biancorosso in Serie B, dopo un interminabile quarto di secolo.
Nell’agosto dello stesso anno, il Varese aveva festeggiato il ritorno in B vincendo 2-1 in casa del Torino, e tutta Italia si era chiesta dove fosse rimasto nascosto Neto Pereira. L’attaccante si era affacciato sul palcoscenico del calcio che conta a 31 anni, battezzando il suo esordio in B con tanti tocchi di classe e soprattutto con il gol messo a segno davanti ai quindicimila dell’Olimpico. E pensare che solo due stagioni prima Neto Pereira aveva appena terminato un’infinita gavetta fra i dilettanti e stava per debuttare in Seconda divisione affrontando proprio il Varese.
Neto Pereira, arrivato in Italia per la prima volta nel 2000 per disputare il Torneo di Viareggio con la formazione brasiliana del Matsubara, ha avuto l’occasione della vita grazie al Varese di cui è diventato una bandiera, anche per i valori morali che si porta dentro. Neto è un gigante in fatto di umiltà: appena promosso in B voleva il numero 10 ma non osava chiederlo. Sarebbe potuto diventare un campione se non fosse stato costretto a vivere come un dilettante per tanto tempo: quando giocava in D, passava le giornate facendo il disegnatore e si allenava solo alle sette di sera.
Ma chi lo ha visto giocare indossando la maglia biancorossa sa che Neto è davvero un campione. Come diceva Bettinelli, «Neto Pereira non è un calciatore: lui è il calcio». Anche a quarant’anni.